Posted by C. on Feb 26, 2007 in
Mostre
E’ da qualche giorno che diversi sviluppi della tematica di “come la fotografia sta cambiando con il digitale” mi saltano agli occhi con frequenza. Soprattutto di quanto e come ogni figura legata al mondo dell’immagine stia seriamente ripensando all’approccio e all’organizzazione del suo mestiere alla luce delle nuove possibilità che il digitale mette a disposizione.
Un grande contributo in questo senso viene dal Musée de l’Elysée di Losanna dove a questo interessantissimo argomento hanno dedicato una mostra\laboratorio sperimentale che vuole analizzare come e in che modo la fotografia amatoriale si è ricavata un posto di tutto rispetto nel mondo dell’informazione cavancando l’onda di novità portata dal digitale nella fruizione dei media e in molti casi scavalcando la fotografia “tradizionale” da quello che era il suo campo d’elezione.
“We are all photographers now” propone una vasta serie di dibattiti, incontri e tavole rotonde con specialisti di vari settori del mondo dell’immagine (da Martin Parr a MaryAnne Golon) e, cosa che può riguardare da vicino un po’ tutti noi, propone anche “The Flux” ovvero una video istallazione che permette di mettere in mostra nel museo, a rotazione, le immagini che chiunque può mandare attraverso un’ apposita pagina del sito della mostra. Quando la vostra immagine verrà proiettata una webcam scatterà un’immagine dell’istallazione, che vi arriverà via email come prova dell’avvenuta “messa in mostra” della vostra opera.
Posted by C. on Feb 23, 2007 in
Riflessioni

Giusto per dire che ci sono anche io.
Non è ancora chiaro a fare cosa, ma diciamo che la presenza di amici, mare e focaccia ha stimolato alquanto la mia partecipazione. Vedrò di inventarmi qualcosa per quella data
Posted by C. on Feb 23, 2007 in
Riflessioni
Questa fu la domanda che mi pose un fotografo americano venuto nella mia ex scuola di fotografia a vedere i nostri portfoli.
Io gli indicai più o meno il centro della foto, consapevole di tutto il mare di spazio inutile che stava tra il mio soggetto e i bordi della fotografia.
“Ti devi avvicinare” mi disse.
Me lo disse guardandomi negli occhi e furono questi a tradire l’importanza che per lui aveva questo fattore, mentre il resto del viso era disteso, tranquillo e abbronzato.
Infondo il mio problema è sempre stato questo, vedere una scena e avere paura di avvicinarsi, di fare troppo lentamente o troppo rumorosamente. Infondo, per molte persone, che io porti al collo una macchina fotografica e non una pistola, sembra non faccia differenza. Ti guardano con quell’aria tra lo stupito e il colpevole stanato, come se tu avessi il potere di rendere “criminoso” il pensiero che in quel preciso istante gli è passato in testa.
Ma non divaghiamo.
Da quel giorno ogni volta che mi accingo a scattare, mi chiedo, prima di comporre l’inquadratura, a cosa voglio effettivamente fare una foto e soprattutto perché, e questo molte volte mi fa cambiare posizione, alzare abbassare, inclinare, allontanare, oppure desistere, soprattutto quando so che ci vorrebbe quella luce o quella lente che in quel momento non c’é o non ho.
Con queste domande sempre in testa, però, ho cominciato a guardare anche le foto altrui, sia quelle dei maestri che quelle dei tanti amatori che seguo da deviantart a flickr. E se dalle foto dei maestri riesco a trarre un’incredibile molteplicità di risposte, spunti, idee e suggestioni, spesso rimango basita dall’inquetante mutismo che alcune fotografie “amatoriali” portano con loro. Rappresentano tutte una grande varietà di mondo: strade, palazzi, fiori, dettagli ombre, riflessi. Ma al di là della banalità dell’oggetto stesso non c’è nessuna idea, nessun feeling sotterraneo che lo permei di un qualunque significato o motivo che vada al di la del suo essere oggetto. Quindi mi chiedo, ma chi scatta di solito se le pone queste domande?
Posted by C. on Feb 19, 2007 in
Personale,
Riflessioni
La verità è che: quando sei felicissima perché è in arrivo il tuo primo 50ino e no, non è un motorino.
Quando guardi la foto di uno strafighissimo modello nudo e la prima cosa che pensi è “come avrà fatto ad ottenere quelle luci il fotografo”e la seconda è “sbav” capisci che hai passato almeno a livello “mentale” il confine tra l’interesse e la maniacalitÃ
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Con questa riflessione è infine giunto il momento che io inauguri questo piccolo spazio in aggiunta al mio photoblog. Per ora nessuna missione in particolare, se non quella di darmi uno spazio per riflettere sulla fotografia.